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mercoledì 18 giugno 2014
I sottomarini russi del futuro
Si chiamerà "Severodvinsk" K-329, il sottomarino nucleare d'attacco di quarta generazione, appartenente alla classe "Yasen", ed è il sottomarino d'avanguardia russo. La Marina di Mosca ne impiega già uno da qualche mese (dicembre 2013), e prevede di metterne in servizio operativo un altro entro il 2015.
martedì 20 maggio 2014
Counter zombie, cannoni al laser e scimmie soldato
L'asimmetria degli scenari di guerra - presenti e futuri - richiede che la ricerca militare metta in atto ancora più speculazioni: risolvere problematiche come un attacco biologico di terroristi infetti da un virus letale, colpire piccole unità senza arrecare troppi danni in termini di vite umane, limitare l'uso delle truppe in compiti che potrebbero essere ricoperti anche da animali.
Il modern warfare è complesso, articolato, creativo: ho raccontato tre esempi su The Post Internazionale.
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mercoledì 11 dicembre 2013
La pipeline che porterà acqua al Mar Morto
Il 9 dicembre è stato firmato un accordo tra Israele, Giordania e Autorità Palestinesi per un imponente progetto che prevede di trasportare le acque del Mar Rosso verso il Mar Morto, attraverso una pipeline.
L'opera che è in discussione da molti anni, dovrebbe partire con i primi lavori entro breve tempo, stante alle conclusioni raggiunte dai tre paesi interessati in un incontro avvenuto nella sede della Banca Mondiale a Washington.
Gli obiettivi sono duplici: da un lato il recupero ambientale di un contesto paesaggistico unico come quello del bacino del Mar Morto - che negli ultimi 40 anni ha visto ridurre del 30 per cento la sua estensione -, che rappresenta un forte fonte di attrazione turistica per i Paesi bagnati (e non vanno nemmeno sottovalutate le vendite globali di Ahava Dead Sea Laboratories, una società israeliana che produce prodotti di bellezza del Mar Morto, che raggiungono il valore di circa 150 milioni di euro l'anno).
Dall'altro c'è la necessità idrica: la regione soffre da sempre di carenza di disponibilità d'acqua, ragion per cui le condutture saranno sdoppiate: da un lato viaggeranno salamoie verso il Mar Morto, dall'altro acqua desalinizzata verso Amman, Giordania.
Molte le problematica: sia di carattere ambientale, con gli ambientalisti in protesta; che di carattere socio-politico. e.
Per chi vuole saperne di più, c'è da leggere Formiche: "Rivitalizzare il Mar Morto".
L'opera che è in discussione da molti anni, dovrebbe partire con i primi lavori entro breve tempo, stante alle conclusioni raggiunte dai tre paesi interessati in un incontro avvenuto nella sede della Banca Mondiale a Washington.
| La pipeline che porterà acqua dal Mar Morto al Mar Rosso |
Dall'altro c'è la necessità idrica: la regione soffre da sempre di carenza di disponibilità d'acqua, ragion per cui le condutture saranno sdoppiate: da un lato viaggeranno salamoie verso il Mar Morto, dall'altro acqua desalinizzata verso Amman, Giordania.
Molte le problematica: sia di carattere ambientale, con gli ambientalisti in protesta; che di carattere socio-politico. e.
Per chi vuole saperne di più, c'è da leggere Formiche: "Rivitalizzare il Mar Morto".
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giovedì 5 dicembre 2013
Che cos'è il Field Deployable Hydrolysis System
Della possibilità di distruggere le armi chimiche siriane in mare si era già parlato - sebbene tralasciando che l'attuale Convenzione non permette più questo genere di pratiche, sbrigative quanto inquinanti. Per il mare, però, la decisione definitiva sembra passare: secondo quanto rivelato ad Associated Press da alcune fonti dell'amministrazione Obama, l'arsenale di Assad sarà distrutto a bordo di una nave nel Mediterraneo - ne ho scritto su The Post Internazionale: "Chi distruggerà l'arsenale di Assad?"
L'amministrazione Obama ha usato spesso le acque internazionali in situazione delicate, quando le opzioni sulla terraferma non erano praticabili: per esempio la marina Usa ha seppellito in mare Osama bin Laden, leader di al-Qaeda ucciso nel raid di Abbottabad di maggio del 2011 per evitare che la sua tomba diventasse un mausoleo. Ma soprattutto le navi in mare aperto, sono state spesso utilizzate dall'intelligence come luogo d'interrogatorio per diversi sospetti terroristi - da quando la Cia ha chiuso le prigioni segrete oltreoceano e Obama si è opposto all'invio di altri detenuti nel carcere cubane di Guantanamo. In una nave nel Mediterraneo, fu interrogato ultimamente Abu Anas al Liby, affiliato libico di al Qaeda considerato tra i responsabili degli attentati alle ambasciate americane nel 1998, catturato i primi d'ottobre.
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| La MV Cape Ray nel porto di Portsmouth |
La nave scelta, secondo quanto dice AP, sarebbe una di quelle di proprietà del governo, e per l'esattezza la MV Cape Ray: costruita dalla Kawasaki Heavy Industries Ltd, in Giappone, fu consegnata nel 1977 alla Saudi Arabia National Ship Co. con il nome di "MV Seaspeed" e poi successivamente rinominata "Arabia Makkah". Nel 1993 fu acquistata dall'Amministrazione marittima statunitense - Dipartimento dei Trasporti - riconvertita per uso militare e rinominata "Cape Ray" (T-AKR 9679). Assegnata nel 1994 alla Ready Reserve Force è in stato di funzionamento ridotto nel porto di Portsmouth (vicino alla base di Norfolk, in Virgina). Dotata di due motori diesel, è lunga 197.5 metri e larga 32, con una stazza di 35.350 tonnellate a pieno carico. I tempi di operatività sono di 5 giorni.
La Cape Ray non è dotata di nessun genere di armamento, ragion per cui al momento delle operazioni sarà previsto un contingente di scorta: d'altronde già diverse elementi della marina americana si trovano in missione nel Mediterraneo. Le operazioni saranno sotto il controllo del Military Sealift Command del dipartimento della Difesa, ma l'equipaggio sarebbe composto da civili.
La Cape Ray non è dotata di nessun genere di armamento, ragion per cui al momento delle operazioni sarà previsto un contingente di scorta: d'altronde già diverse elementi della marina americana si trovano in missione nel Mediterraneo. Le operazioni saranno sotto il controllo del Military Sealift Command del dipartimento della Difesa, ma l'equipaggio sarebbe composto da civili.
| Field Deployable Hydrolysis Systems |
Per il via all'operazione di smantellamento, manca soltanto la ratifica degli ultimi dettagli - si dovrebbe procedere a breve, entro fine anno. La tecnica utilizzata sarà quella di recentissimo sviluppo (giugno 2013) del Field Deployable Hydrolysis System, sistema studiato dalla Defense Threat Reduction Agency - braccio di supporto del Pentagono nel contrasto alle armi di distruzione di massa - in partnership con l'Edgewood Chemical Biological Center (Ecbc) dell'esercito statunitense, che però non è stato ancora mai utilizzato in fase operativa diretta (oltretutto è stato pensato per operare a terra e non all'interno di uno scafo).
Il Dipartimento della Difesa, sostiene che l'apparecchiatura trasportabile, può essere operativa in poco più di una settimana ed è in grado di distruggere dalle 5 alle 25 tonnellate di composti chimici al giorno.
Come funziona? CBARR News (pubblicazione del Chemical Biological Application and Reduction Risk business unit dell'Ecbc) ha pubblicato nel numero di agosto di quest'anno una spiegazione illustrata (qui il .pdf) dove vengono descritte le varie componenti del macchinario - quello per uso a terra - e i loro funzionamenti.
La neutralizzazione dei composti avviene per idrolisi all'interno di un reattore chimico di titanio. L'idrolisi è il processo attraverso il quale le molecole di un determinato composto vengono scisse in due o più parti utilizzando l'acqua. Nel caso specifico, per ottenere la scissione verranno utilizzati dei composti catalizzatori: si tratta una base forte come l'idrossido di sodio (NaOH), oppure del sale di sodio dell'acido ipoclorso, l'ipoclorito di sodio (NaClO), da tutti conosciuto come "candeggina". La catalizzazione della reazione d'idrolisi avverrà anche attraverso l'innalzamento della temperatura della soluzione. La ventilazione viene gestita da appositi filtri, che forniscono ricambio d'aria - e ossigeno - e bloccano eventuali emissioni pericolose.
Nella struttura opereranno 15 elementi, che procederanno al riconoscimento in laboratorio - connesso al Fdhs e dotato di apparecchiature per la cromatografia-spettrometria di massa - delle sostanze, prima dell'inizio dell'idrolisi. Infatti le sostanze chimiche da armamenti si dividono in due categorie: il gruppo G-type, che comprende gli agenti nervini, Sarin, Soman, Tabun e VX, e le tipologie degli agenti vescicanti e gas mostarda. Il preventivo riconoscimento è una parte fondamentale per definire le reazioni da applicare: per esempio, i gas mostarda richiedono acqua a 90° per la neutralizzazione, gli agenti nervini no. Nel sistema è compresa anche una camera di detonazione T-30, che può essere utilizzata in combinazione con Fdhs, ed è prevista una stazione di decontaminazione del personale.
L'efficienza dichiarata è del 99.9 per cento: i composti dopo il trattamento, saranno resi neutri. Il processo di neutralizzazione Fdhs genera rifiuti in volumi da 5 a 14 volte il volume di materiale trattato. Ben cinque contenitori per rifiuti, classificati per temperature, vengono utilizzati per lo stoccaggio provvisorio dei reflui, che sarà pompato dai contenitori intermedi dopo che si è raffreddato. Questi rifiuti pericolosi potranno quindi essere commercialmente smaltiti: la circostanza che non è ancora chiara, è chi se ne occuperà e dove, sebbene già 35 società specializzate sembrerebbe che abbiano già presentato un'offerta per il trattamento.
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sabato 16 novembre 2013
Rolls Royce 3D
Henner
Wapenhans, responsabile della strategia tecnologica di Rolls Royce,
ha annunciato in un incontro con i giornalisti a Berlino, che la società si
prepara ad utilizzare le stampanti 3D per produrre alcuni componenti dei
motori a reazione. «La stampa 3D apre nuove possibilità,
nuovi spazi di progettazione» ha detto Wapenhans «Attraverso tale
processo, non si è costretti a dover ottenere uno
strumento per creare una forma, ma è possibile creare qualsiasi
forma».
Sulla stessa strada di Rolls Royce si sono recentemente messe anche General Electric (primo produttore al mondo, proprio davanti all'azienda britannica), che ha recentemente acquistato due aziende del settore delle stampanti 3D a Cincinnati. Così come Siemens e Bmw, che hanno avviato programmi di ricerca per la produzione interna di additivi – materiali plastici per la stampa.
Le motivazioni sarebbero da ricercare nell'accelerazione della produzione che tale tecnolgia permette e nella possibilità di rendere certi componenti meno pesanti.Wapenhans non ha svelato quali esattamente, anche se ha accennato ai freni, «pezzi semplici che possono essere più leggeri» e per i quali si può abbattare i tempi di consegna da un anno e mezzo a una settimana, senza la necessità di creare magazzi dei ricambi.
La teconologia della stampa 3D è in grosso sviluppo e considerata una potenziale "seconda rivoluzione industriale". Le vendite di stampanti 3D hanno raggiunto i 2 miliardi e 200 milioni di dollari di fatturato nel 2012 e si stima che saliranno a 6 miliardi di dollari l'anno entro il 2017.
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