La scorsa settimana il senatore Mario Giarrusso del M5S, membro della Giunta per le elezioni di Palazzo Madama, aveva chiesto informazioni sulla concessione delle frequenze Mediaset durante una seduta: "Abbiamo chiesto l’acquisizione delle concessioni per cui Mediaset trasmette e ci è stato risposto da esponenti del partito-azienda che non ci sono concessioni da acquisire. Se la Guardia di Finanza dice che non ci sono concessioni e, quindi, c’è un soggetto che trasmette senza titoli è giusto che venga sanzionato, anche oscurato" le sue parole ai microfoni appena fuori.
E complice il giro mediatico concesso al grillino, a dispetto di quel dice Grillo stesso sulla scarsa visibilità dei suoi (accuse che parlano di visibilità spesso solo in negativo), si era parlato di possibili trasmissioni abusive - addirittura! - da parte dei canali della famiglia Berlusconi. La questione aveva polpa, e si inquadrava nel contesto dei guai processuali del Cavaliere, dunque era attualissima.
Che c'è di vero? Niente, al momento.
Tornando alla nota, si legge:
L’istituto della ‘concessione’ nel settore televisivo non esiste più dal luglio 2012, data in cui tutto il sistema ha abbandonato la tecnica analogica ed è passato alla tecnica digitale. Il gruppo Mediaset possiede sia ‘l’autorizzazione generale’ accordata nel 2008 quale operatore di rete, sia ‘i diritti d’uso’ sulle radiofrequenze rilasciati nel giugno 2012
Che cose è successo dunque?
Giarrusso aveva intercettato la parola "abusivo" abbinata ad un discorso sulle frequenze televisive, mischiata a quel "non ci sono concessioni da acquisire", e aveva cavalcato l'emotività, l'istinto e lo stomaco: meglio pensarci fino a dieci come ti insegnano da bambino che andare di corsa, su certe cose.
Ma l'errore, l'incomprensione, la foga, nel provare a smascherare qualcosa di marcio, ci può stare e ci mancherebbe altro. Questo però - intendo il comportamento, il modo e la metodologia - è argomento politico.
Parallelismo forse troppo forzato lo so, tra le piazze in rivolta ed il Movimento 5 Stelle nostrano, ma poi mica tanto.
Su questo il Pd ha badato bene di non spendere nemmeno una parola, dicevo. La paura è sempre la stessa: correre il rischio di sembrare troppo vicini a B, troppo Caimani, troppo berlusconalizzati.
Come se non si sapesse già, che l'Italia e gli italiani si sono divisi in due gruppi cromosomici. I berlusconiani e gli antiberlusconiani.
Manualistici entrambi, purtroppo.
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