Ho scritto la scorsa settimana per qdR magazine. Poi per ragioni redazionali il pezzo è andato on line oggi, ma non ha perso il senso di quello che si diceva. Si parlava dell'immediatezza con cui si muovono quei Movimenti politici che in questo periodo stanno diventando sempre più pivot della discussione e purtroppo anche dell'azione esecutiva di alcuni paesi. L'esempio veniva dal Tea Party e dal suo ruolo all'interno della vicenda dello shutdown. L'occasione era un editoriale di Peter Coy su un paio di numeri fa di Bloomberg Businessweek. Il paragone con il nostro M5S.
Neanche a farlo apposta, niente di più
azzeccato oggi, davanti al passaggio a sorpresa di Grillo in Senato,
dove ha
dichiarato che chiederà l'impeachment su
Napolitano. Azione sghemba e controversa, di un partito spalle al
muro che senza urla e slogan perde la propria costituency - vedi in
Trentino, dove aver allentato la tensione della corda ha portato un
misero 5,7 per cento. Corpi politici che senza l'esaltazione del
popolo, il velleitarismo del consenso, la corsa sull'istinto e
l'immediatezza delle masse, si bloccano, non carburano. Incapaci
della riflessione: vampiri della popolarità, zombie nel futuro.
L'immediatezza con cui questi movimenti - ormai diventati a tutti gli effetti player politici di primissimo piano - cercano le soluzioni sembrerebbe del tutto appropriata ai tempi, rapidi, istantanei, in continua evoluzione. Ma così non è e non può essere: se è vero, come non è mai stato così vero, che in questo momento serve di rivedere e riformare il nostro sistema sociale in molte parti, questo importante passaggio non può essere compiuto senza processi di riflessione ed analisi. Seri, lungimiranti e mirati: riforme organiche e graduali, cadenzate negli anni. Circostanza che non deve essere da freno, non più. Forse in un momento storico così istantaneo – e dove spesso questa istantaneità si trasforma in compulsione e schizofrenia – quello che serve è sedersi e arrestare tutto. Fermare quel movimento eteropico e cercare una dimensione al caos. Pezzo per pezzo. E senza paura di sembrare impopolari.
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