Sabato pomeriggio in val di Susa, una ragazza che si chiama Nina De Chiffre ha baciato un poliziotto in tenuta antisommossa, durante una manifestazione NoTav.
I due avevano entrambi vent'anni: disarmati davanti alla vita - mettetela come volete.
Complice la necessità - voluta, volutissimamente voluta - di fare notizia alla velocità della luce, di
consegnare un simbolo alla storia, i media nazionali hanno ripreso la vicenda senza minimamente pensare che tutto fosse un gesto provocatorio. S'è parlato di amore, di silenzio, di affetto e di cose belle, come la pace e la pacificazione - che adesso va di moda. Noi, un popolo alla disperata ricerca di romanticismo e di messaggi positivi, di buono e di bello, ci abbiamo creduto - o forse, come i più scafati sono corsi a dire, abbiamo fatto finta di crederci.
Fatto sta che a risolvere la questione ci ha pensato direttamente lei, Nina, con una serie di
interviste che nemmeno fosse Doris Day, in cui non ha tardato a spiegarsi:
Questi porci schifosi li appenderei solo a testa in giù, dopo quello che è successo a Marta, compagna molestata e picchiata.
E alla fine di più del un solito "vaffanculo", resteranno gli occhi chiusi di lui.
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