La mossa, è stata studiate per due ragioni: da un lato porsi all'interno di un generale atteggiamento di attenzione alle tematiche ambientali, e dall'altro riflettere i nuovi indirizzi del mercato automobilistico, dove l'ibrido sta prendendo sempre più spazio. In tal senso, dimostrare che motori con questa tecnologia possono arrivare ai livelli estremi di prestazioni, rappresenterebbe anche un'operazione di marketing per aziende come Mercedes o Reanult, impegnate sia nel settore corse che in quello vendite.
L'iniziativa non ha incontrato fin a questo momento, il consenso del patron Bernie Ecclestone, che giudica il rumore prodotto dalle vetture non sarebbe accattivante. Ma dietro c'è anche una questione economica. Le squadre rischierebbero di vedere triplicata la spesa per la fornitura: dai 7 milioni di dollari che normalmente un team spende per il corpo motori, si potrebbe passare a circa 20 milioni, dovuti allo sviluppo della nuova tecnologia. Questo in un momento in cui l'economia globale sta emergendo dalla recessione e trovare investimenti necessari ad affrontare un'intera stagione diventa sempre più difficile.
Un bella idea, ma che poco importa: tanto al terzo giro dopo la partenza, quasi tutti ci addormenteremo sul divano ugualmente.
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