Da quello che scrive Ban lo spostamento dello staff composto da 15 esperti più altre 48 persone d'appoggio, è reso complicato dal perpetrarsi del conflitto e dall'enorme emergenza umanitaria - «La situazione della sicurezza è instabile, imprevedibile e altamente pericolosa» ha scritto. E a queste condizioni, si legano le preoccupazioni per la sicurezza della Fase III dell'operazione, quando le 1.200 tonnellate di materiale dovranno essere spostate verso il porto di Latakia e trasportate via mare - probabilmente con navi cargo norvegesi e danesi - verso la Mv Cape Ray, la nave che gli Stati Uniti hanno messo a disposizione per procedere alle operazioni di neutralizzazione di composti in sito. Le strade di comunicazione, sarebbero campi di battaglia e non è ancora chiaro se aggirarle o richiedere la momentanea sospensione degli scontri.
| La base di al-Safira, nella zona di Aleppo |
Resta invece un sito non ancora ispezionato, che il governo ha dichiarato dismesso, ma che secondo alcuni analisti potrebbe trattarsi invece di quello di al-Safira (area a sud di Aleppo, nei pressi del lago Jabbul, dove ancora la battaglia è intensa), che sarebbe all'opposto uno dei più importanti - dove il gas nervino viene prodotto e caricato sui missili di "categoria 3", come quelli che hanno colpito nei due quartieri di Damasco il 21 agosto.
L'Opcw si sarebbe riservata la possibilità di intervenire quando le condizioni di sicurezza miglioreranno.
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