Il WaPo, così come molti giornali anglosassoni, è solito prendere posizione sulle più importanti questioni correnti: possono farlo perché la propria credibilità è inscalfibile. Per capirci, giornali di questo genere possono "schierarsi" contro Hamas, senza che nessuno dei lettori mondiali abbia sospetti sul fatto che alcune altre notizie e vicende vengano minimizzate.
Nell'editoriale del Washington Post, il titolo è “Hamas is playing a dangerous game with Gazan lives”. In Italia è stato ripreso anche dal Post, che ne ha tradotto due paragrafi (importanti anche secondo me):
«Finora la campagna militare di Hamas contro Israele è stato un fallimento. In parte grazie al sistema anti-missilistico Iron Dome, che a fronte di circa 1.200 razzi lanciati verso Tel Aviv, Gerusalemme e altre città ha causato solo un morto tra gli israeliani e qualche danno. I tentativi di attacco via mare e attraverso i tunnel sotterranei sono stati fermati, e un drone che si è avventurato dentro lo spazio aereo israeliano è stato rapidamente abbattuto. […]
Perché Hamas dovrebbe insistere e continuare a combattere quando sta raggiungendo così poco? La sola risposta plausibile è rivoltante: il movimento islamico calcola che può ottenere le concessioni che non ha ancora ottenuto da Israele e dall’Egitto non colpendo Israele, lasciando che proseguano le uccisioni di palestinesi nei contrattacchi israeliani. Più di 200 persone, inclusi alcuni bambini, sono già morti a Gaza; Hamas probabilmente calcola che molti morti spingeranno i governi occidentali a fare pressione su Israele e accettare le richieste di Hamas.»
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